lunedì, giugno 26, 2006

REFERENDUM Costituzione Italiana: Un "No" da Milano a Palermo, nemmeno al Nord vince il "sì"

Lunedi', 26 giugno 2006

Tutti i dati indicano un netto vantaggio dei contrari alla riforma. Anche in base ai dati dello scrutinio reale, il No prevale solo in due Regioni: Veneto e Lombardia. Ma perdendo a Venezia e Milano. Dicono No il Piemonte, trascinato da Torino e il Friuli Venezia - Giulia. Nel complesso, nell'Italia settentrionale, il No vince con oltre il 53%, percentuale che sale al 68% al Centro e al 74% al Sud.

Gli istituti di sondaggi ha fotografato abbastanza rapidamente un'affermazione del fronte del No che va oltre le più rosee attese della vigilia. Secondo la sesta proiezione Nexus per la Rai il No sarebbe al 61,4%, una percentuale progressivamente cresciuta nel corso del pomeriggio.

La quinta proiezione dell'Istituto Piepoli per Sky colloca il No al 62,1%, anche in questo caso una forchetta che si allarga di stima in stima a partire intention poll che collocava il No sarebbe al 52% (l´intention poll è un sondaggio realizzato con interviste telefoniche nei giorni precedenti al voto).

Buona l'affluenza finale, al 53,6%. Ad un referendum il fatidico 50% non veniva superato da dieci anni. E non era capitato al precedente referendum costituzionale dell'ottobre 2001 quando votò solo il 34,1.

martedì, giugno 13, 2006

Medio Oriente: ministro lascia

Joudeh Mourgos era l'unico cristiano nel governo di Hamas

(ANSA) - GAZA, 13 GIU - Si accentua la spirale della violenza interna in Palestina, tanto che nella notte si e' dimesso il ministro del Turismo, Joudeh Mourqos.
L'unico cristiano nel governo formato dal movimento radicale Hamas, ha detto:
'Mi sono dimesso dal governo a causa delle violenze avvenute nella Striscia di Gaza'.
Ieri sera il presidente Abu Mazen ha decretato lo stato d'emergenza e dato ordine alle forze di sicurezza palestinesi di dispiegarsi nelle strade per impedire nuove violenze.

mercoledì, giugno 07, 2006

PENA DI MORTE:FILIPPINE LA ABOLISCONO, 89ESIMO PAESE NEL MONDO

7 Giugno 2006
FILIPPINE


Manila, 7 giu. - Il parlamento delle Filippine ha approvato l'abolizione della pena di morte. La legge e' passata all'unanimita' al Senato e sara' presto controfirmata da Gloria Arroyo. Un portavoce ha infatti annunciato il "plauso" della presidente filippina al provvedimento che commutera' in carcere a vita le condanne a morte di 1.200 detenuti. Nel Paese asiatico vigeva una moratoria decisa nel 2000 grazie alle pressioni dell'influente Chiesa cattolica, dell'Unione europea e degli attivisti per i diritti umani, dopo che nel 1994 la pena capitale era stata reintrodotta per alcuni reati.

La legge filippina e' stata accolta con "soddisfazione" dal governo italiano. "Si tratta", ha detto il sottosegretario agli Esteri Gianni Vernetti, "di una decisione coraggiosa che puo' costituire un importante esempio anche per altri Paesi della regione. L'Italia - ha continuato Vernetti - ritiene che l'abolizione della pena di morte contribuisca al rafforzamento della dignita' umana e al progressivo sviluppo dei diritti dell'uomo". Per Sergio D'Elia, presidente dell'associazione "Nessuno tocchi Caino, "e' sempre piu' urgente ottenere dall'Assemblea generale dell'Onu l'introduzione di una moratoria universale delle esecuzioni capitali".

Le decisione del Congresso delle Filippine porta a 89 il numero di Paesi che hanno abolito per legge la pena di morte mentre 37 sono quelli in cui essa di fatto non e' praticata e sei quelli in cui vige una moratoria. Dieci sono i Paesi in cui le pena e' comminata solo per determinati crimini. Gli Stati che la praticano sono attualmente 54. (AGI) Fab

PENA DI MORTE:FILIPPINE LA ABOLISCONO, 89ESIMO PAESE NEL MONDO

7 Giugno 2006
FILIPPINE


Manila, 7 giu. - Il parlamento delle Filippine ha approvato l'abolizione della pena di morte. La legge e' passata all'unanimita' al Senato e sara' presto controfirmata da Gloria Arroyo. Un portavoce ha infatti annunciato il "plauso" della presidente filippina al provvedimento che commutera' in carcere a vita le condanne a morte di 1.200 detenuti. Nel Paese asiatico vigeva una moratoria decisa nel 2000 grazie alle pressioni dell'influente Chiesa cattolica, dell'Unione europea e degli attivisti per i diritti umani, dopo che nel 1994 la pena capitale era stata reintrodotta per alcuni reati.

La legge filippina e' stata accolta con "soddisfazione" dal governo italiano. "Si tratta", ha detto il sottosegretario agli Esteri Gianni Vernetti, "di una decisione coraggiosa che puo' costituire un importante esempio anche per altri Paesi della regione. L'Italia - ha continuato Vernetti - ritiene che l'abolizione della pena di morte contribuisca al rafforzamento della dignita' umana e al progressivo sviluppo dei diritti dell'uomo". Per Sergio D'Elia, presidente dell'associazione "Nessuno tocchi Caino, "e' sempre piu' urgente ottenere dall'Assemblea generale dell'Onu l'introduzione di una moratoria universale delle esecuzioni capitali".

Le decisione del Congresso delle Filippine porta a 89 il numero di Paesi che hanno abolito per legge la pena di morte mentre 37 sono quelli in cui essa di fatto non e' praticata e sei quelli in cui vige una moratoria. Dieci sono i Paesi in cui le pena e' comminata solo per determinati crimini. Gli Stati che la praticano sono attualmente 54. (AGI) Fab

venerdì, giugno 02, 2006

10 VICE MINISTRI

01/06/2006 ore 14.08
Consiglio dei Ministri

ROMA\ aise\ - Primi provvedimenti, alcuni anche significativi, da parte del Consiglio dei ministri n.2 del Governo di Romano Prodi.
L’atto politicamente piu’ atteso è stato comunque la nomina dei 10 Vice ministri, tra cui quello per gli italiani all’estero. Il governo ha elevato 10 sottosegretari al rango di Vice ministro e sono : Franco Danieli, Ugo Intini e Patrizia Sentinelli agli Affari Esteri (la delega per gli Italiani nel mondo è andata a Franco Danieli (vedi aise dell' 1 giugno h.13.45) ), Marco Minniti all’Interno , Vincenzo Visco e Roberto Pinza all'Economia, Sergio D'Antoni allo Sviluppo economico , Angelo Capodicasa alle Infrastrutture, Cesare De Piccoli ai Trasporti e Mariangela Bastico all'Istruzione.

Il consiglio ha ,poi, approvato un “atto di indirizzo” sulla spesa predisposto dal ministro Padoa Schioppa, che rappresenta un primo segnale del governo sui conti pubblici . L'obiettivo del governo è quello di monitorare con massimo rigore le disposizioni in materia di contenimento della spesa, previste dalla Finanziaria 2006, attravreso anche una serrata attività di monitoraggio da parte della Ragioneria dello Stato sulle spese delle amministrazioni pubbliche. In sostanza, il provvedimento si inserisce nell'ambito dell'attuazione rigorosa della Finanziaria 2006 auspicata anche dalla Commissione europea .

Inoltre, il ministro dello Sviluppo Economico Pierluigi Bersani ha presentato al Consiglio dei Ministri un disegno di legge sulla liberalizzazione del mercato d' energia. Il governo ne ha avviato l' esame e il provvedimento, ha annunciato lo stesso Bersani, sarà approvato la prossima settimana.

Il Consiglio ha anche approvato un disegno di legge per abrogare le cosiddette norme “anti Edf”, che imponevano il tetto del 2% ai diritto di voto per le società straniere a controllo pubblico nella vicenda della partecipazione in Italenergia Bis controllante Edison. La decisione, ha spiegato Sottosegretario alla Presidenza Enrico Letta, e’ stata presa per non incorrere in sanzioni da parte della Corte di Giustizia europea.

Infine, sul piano fiscale, il governo ha approvato anche un decreto legge che congela il “ravvedimento operoso”, che permetteva sanzioni limitate a chi non effettuava in tempo utile i versamenti Irap. Il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa ha, tuttavia, ricordato che si tratta di una norma abituale in vista dei versamenti di fine giugno. (aise)

giovedì, giugno 01, 2006

NUCLEARE: IRAN, RICE VUOLE SOLO COPRIRE CRIMINI USA

TEHERAN - Respingendo la proposta di dialogo avanzata ieri dagli Usa, il ministro degli Esteri iraniano Manuchehr Mottaki ha lanciato oggi un durissimo attacco a Washington, affermando che quella del segretario di Stato americano Condoleeza Rice è solo "una litania di frasi" e "un pretesto per coprire i crimini americani in Iraq e nella regione". "Gli Usa - ha affermato Mottaki, citato dall'agenzia Irna - sono responsabili di migliaia di errori in Iraq e nell'intera regione. Coloro che si sono macchiati di crimini nelle prigioni di Abu Ghraib (in Iraq) e di Guantanamo (a Cuba) non sono in una posizione da poter giudicare l'Iran, che è un Paese democratico".

La Rice, ha aggiunto il ministro degli Esteri iraniano, ha fatto "un'offerta di incentivi per raggiungere gli obiettivi degli Usa, ciò che dimostra la loro presunzione". "Coloro che cui presidenza è stata scelta per decreto della magistratura, non possono parlare a proposito di una nazione indipendente che ha goduto di prestigio per 27 anni", ha aggiunto Mottaki, riferendosi alla prima, controversa elezione di George W. Bush sull'avversario democratico Al Gore.

La proposta di dialogo sul nucleare avanzata dagli Usa non è "nuova e razionale". Lo ha detto oggi il ministro degli Esteri iraniano Manuchehr Mottaki, citato dall'agenzia Irna. "Non abdicheremo al nostro diritto naturale nazionale (di arricchire l'uranio), non terremo colloqui in merito, ma siamo pronti a tenerne su preoccupazioni reciproche", aveva detto in precedenza Mottaki. Ieri il segretario di Stato americano Condoleezza Rice aveva detto che Washington era pronta ad unirsi ai Paesi europei in una ripresa di negoziati con Teheran sul suo programma nucleare, ma a condizione che la Repubblica islamica sospenda le sue attività di arricchimento dell'uranio, per ora allo stadio di 'ricerca e sviluppo'. I cinque Paesi membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell'Onu (Russia, Cina, Usa, Francia e Gran Bretagna) più la Germania si riuniscono oggi a Vienna a livello di ministri degli Esteri per finalizzare un pacchetto di incentivi o, in alternativa, di eventuali sanzioni per cercare di convincere Teheran a sospendere l'arricchimento.

MOSCA APPREZZA APERTURA AMERICANA - Secondo Mosca la disponibilità americana a impegnarsi in negoziati diretti con Teheran crea "una reale opportunità di risolvere le tensioni sul programma nucleare iraniano". Il ministero degli Esteri russo ha dato oggi il benvenuto al gesto degli Stati Uniti e ha lanciato un appello all'Iran perché dia "una risposta costruttiva".

CINA CONTRARIA A "USO ARBITRARIO" SANZIONI - La Cina si opporrà all' "uso arbitrario di sanzioni" nella disputa sul programma nucleare iraniano. Lo ha detto oggi il portavoce del ministero degli esteri cinese Liu Jianchao. Ieri, un alto responsabile americano aveva affermato che la Cina e la Russia, i due paesi più "morbidi" verso Tehran, erano pronte a discutere di eventuali sanzioni nel Consiglio di Sicurezza dell' Onu. Ieri gli Usa, per la prima volta, hanno offerto colloqui diretti a Tehran, e stasera si riuniranno a Vienna i rappresentanti dei paesi impegnati nelle trattative: Usa, Russia, Cina, Gran Bretagna e Germania.

PETROLIO: FT, OPEC STUDIA APERTURA A SUDAN E ANGOLA

(AGI) - Roma, 1 giu. - I ministri del petrolio riuniti a Caracas in Venezuela discuteranno sull'ipotesi di accogliere due nuovi membri, il Sudan e l'Angola. Sarebbe il primo allargamento dell'organizzazione nei trent'anni della sua storia. E' quanto si legge in un articolo del Financial Times.
I due paesi, che attualmente nell'Opec hanno lo status di osservatori, hanno aumentato di molto la produzione di greggio negli ultimi anni. La produzione dell'Angola ha raggiunto gli 1,25 milioni di barili al giorno (+80% nell'ultimo decennio), quella del Sudan circa 360.000 barili. Il loro ingresso nell'organizzazione significherebe per l'Opec un aumento della quota parte di produzione mondiale dal 41 al 43%.

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